lunedì 20 gennaio 2014

Nuova recensione Cineland. Nebraska di A. Payne

Nebraska 
di Alexander Payne 
con Bruce Dern, Will Forte, June Squibb, Bob Odenkirk 
Drammatico, 115 min., USA, 2013 

L’anziano Woody Grant è convinto di aver vinto un milione di dollari e per questo si avvia a piedi dalle strade del Montana in direzione Lincoln, Nebraska, per ritirare il suo premio. Recuperato dalla polizia, viene riaccompagnato a casa dove lo aspettano i rimproveri della moglie e dei figli. Il minore, però, decide di assecondare il desiderio paterno anche per allontanarsi per un po’ da una vita insoddisfacente. Inizia così un viaggio “padre e figlio” intervallato da qualche decisiva sosta, come quella dai parenti del paese natale di Woody. 

Dopo le buone prove di Paradiso Amaro e A proposito di Schmidt, Alexander Payne ha partorito la sua migliore opera riuscendo a sfruttare al massimo le potenzialità di una sceneggiatura di Bob Nelson che si distingue per completezza e senso della misura, nonché (elemento ancora più importante per il Cinema) per la capacità di tratteggiare i personaggi attraverso le situazioni di cui sono protagonisti. Ne è uscita una pellicola dall’atmosfera unica, insieme delicata e straniante, perfetta per mettere in scena un viaggio on the road atipico dove le soste non mancano e sono lo spunto perfetto per indagare più da vicino gli aspetti tragicomici della vita, per una riflessione sull’esistenza davvero profonda e a trecentosessanta gradi. Un risultato che il regista raggiunge anche grazie alla sua maestria tecnica, che lo spinge ad optare per un bianco e nero funzionalissimo alla narrazione e ad una continua ricerca dell’immagine perfetta che talora enfatizzano la bellezza o la malinconia dei luoghi e delle situazioni, talora accentuano gli esiti comici di scene memorabili come quelle della ricerca della dentiera, del furto del compressore o della partita in tv. 

Certo, può capitare che durante la visione la nostra mente corra a cercare punti di contatto con Una storia vera di David Lynch, ma l’esito di Payne, che riesce nel difficilissimo intento di non cadere mai negli eccessi del retorico e del già visto (a parte il comportamento sopra le righe di Kate, moglie di Woody), ha comunque tutte le caratteristiche per presentarsi come un unicum nel panorama cinematografico contemporaneo. E dopo Paradiso amaro, in cui il regista ci dimostrava che la vita è come una corsa in mocassini su una strada bagnata, con Nebraska impariamo che non è tanto importante raggiungere una meta quanto mettersi in viaggio potendo contare su coloro che ti amano per quello che sei. 

Voto: 5 su 5 

(Film visionato il 19 gennaio 2014)

2 commenti:

Insane Bazar ha detto...

Sembra davvero un film molto intenso. Bella recensione! Mi avete proprio convinta a guadarlo ;)

Miss Piggy

L.Z. ha detto...

E' un film stupendo, uno dei migliori degli ultimi anni.
Non te ne pentirai!

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